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Il gioco del nome: Trovare il nome giusto per il tuo business

Trovare il nome giusto per il tuo business può essere un processo difficile. Che tu sia un imprenditore che cerca di creare un nuovo prodotto o un'azienda, un blogger, un piccolo editore di riviste o qualcosa di completamente diverso - trovare il nome perfetto è vitale. Un cattivo nome potrebbe allontanare i potenziali clienti e danneggiare l'immagine del tuo marchio; d'altra parte, se lo trovi giusto, potrebbe aiutare ad attrarre persone che condividono i tuoi valori e fornire migliori opportunità di marketing. Ecco alcuni consigli che ti aiuteranno a rendere questo processo.

Per le aziende e i prodotti, il nome giusto o sbagliato può decretarne il successo o la precoce morte sul mercato. Per questo, da alcuni anni è nata una nuova disciplina, il "naming", con aziende e professionisti che fanno solo questo: cercano il nome giusto. La questione del nome è cruciale anche per ciascuno di noi, quando diamo vita a una piccola azienda, uno studio professionale, un sito, un blog o un negozio di paese.

Oggi nuovi prodotti e nuove aziende nascono a ritmi rapidissimi e altrettanto rapidamente devono affermarsi: per questo ai nomi si chiede sempre di più. Un vero passaporto per entrare in comunicazione con il consumatore. Tutto questo non con un discorso, e nemmeno con un brevissimo slogan, ma con due-tre-quattro sillabe al massimo, veri concentrati di potenza evocativa.

Le soluzioni e le strade per trovare un nome vincente possono essere le più diverse. Ed è normale che sia così, perche aziende e prodotti sono tutti diversi, ed esprimere la diversità è proprio il compito di un nome. Ogni battesimo è quindi una storia a sé. Un buon nome ha comunque alcune caratteristiche:

  • distingue e posiziona il prodotto sul mercato

  • esprime un'identità, e sempre più una personalità e un carattere, come se il prodotto o l'azienda fossero una persona

  • si nota, è facile da pronunciare e da ricordare

  • è breve, fatto di pochissime sillabe

  • più che descrivere, evoca: non solo un prodotto, ma anche dei valori e uno stile di vita

  • è ricco sul piano simbolico: suggerisce più che affermare

  • non vive una stagione, ma è pensato per espandersi e crescere nel tempo

Trovare l'equilibrio tra il noto e l'ignoto, tra il già sentito e l'inaudito: è soprattutto a questo che si deve molto del successo di un nuovo nome. Il margine di innovazione dipende naturalmente dal prodotto o dall'azienda. Un nuovo dentifricio dovrà avere segni di riconoscibilità più ampi rispetto a un business completamente nuovo. Google o Firefox funzionano pur essendo nomi strani, facendo riferimento a qualcosa che prima non esisteva. Alcune linee guida per scegliere un buon nome:

  • Rendilo facile da pronunciare

  • Evita nomi troppo lunghi o difficili da scrivere

  • Non scegliere lo stesso nome che qualcun altro ha già scelto, anche se vuoi usare la tua ortografia della parola, perché la gente confonderà il tuo prodotto con il loro e potresti avere problemi a trovare un nome di dominio per esso su siti web come Google Domains

  • Pensa a dove la tua azienda sarà venduta e a cosa

Qualche domanda da cui partire:

  • di che tipo di prodotto/servizio si tratta?

  • quali sono i nomi dei prodotti concorrenti?

  • il nome devi vivere accanto ai nomi di altri prodotti

  • quale è il target principale

  • è un prodotto tradizionale o inaugura un nuovo genere, una nuova tipologia?

  • Il prodotto verrà commercializzato anche online e quindi probabilmente in altri paesi?

Una volta analizzati questi aspetti, avremo più chiari i vincoli e le possibilità del nome. Possiamo quindi passare alla fase creativa vera e propria. In questa fase razionalità e logica lasciano il posto a fantasia e cultura, buttando giù idee, immagini, suoni senza scartare nulla. Più nomi e idee arrivano e meglio è, la fase ragionata arriverà dopo.

Elaborata una bella rosa di nomi dopo un ottimo brainstorming iniziamo una fase di clustering che ci avvicinerà alla creazione del marchio definitivo.

Alcuni piccoli trucchi, questa volta dettati dalla grammatica e dalla poesia, così che la sonorità sia perfettamente sposata con la capacità evocativa ed il significato delle parole.

Possiamo usare i metodi più collaudati e rigorosi ma alla fine c'è sempre una scintilla che deve scattare, e più persone coinvolte hanno sensibilità verso le parole ed i suoni, più ampie sono le loro conoscenze culturali e più brillante sarà la scintilla.

Come sappiamo le parole ed i suoni hanno forme, colori, risonanze e luminosità. Dicevamo di usare alcuni piccoli trucchi, eccoli:

Le vocali acute i ed e evocano rapidità, vivacità, leggerezza, figure spigolose, luce chiara. Quelle gravi, - a, o, u - lentezza, pesantezza, forme rotonde, oscurità.

Le consonanti M e C possono coccolare e accarezzare, al T e la R rendono le parole più dure, la S scivolose, la F leggere, la Z o TR le rendono più veloci e vibranti.

I gusti cambiano e i nomi di marca evolvono, proprio come la lingua. Sarà anche per l'uso intensivo dei social con caratteri sempre più legati a sigle e simboli, ma crescono i nomi dei prodotti/ servizi e aziende che fanno a meno delle vocali, anche a costo di arrivare a esiti impronunciabili. Eppure, hanno successo. Anzi, sembrano catturare lo spirito dei tempi e regalare quell'aura di velocità, ubiquità e dinamismo tanto gradito in questo tempo.

A presto con nuovi approfondimenti!



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